Musica
UN ARTISTA DI GRANDE SPESSORE E I SUOI PRIMI 25 ANNI:
CESARE CREMONINI
L’uscita di un poderoso triplo album live e un’ottima video intervista ci permettono di fissare l’obiettivo su una delle voci più importanti del cantautorato italiano. Buon viaggio!
Ho pensato per questo approfondimento di “Proposti per voi” di provare a parlarvi di Cesare Cremonini. Immediatamente dopo sono stato preso dal panico. Da una parte non avevo ancora affrontato uno degli artisti più importanti della generazione di mezzo fra i quaranta e i cinquanta (Bologna, 27 marzo 1980). Dall’altra questo stesso dato biografico indica che il cantautore scrive, produce, suona, fa concerti, insomma è in giro da 25 anni, e quindi il materiale a disposizione è davvero tanto e di ottima qualità. Momento di attesa. E subito dopo ovvia consultazione di Wikipedia.
Sebbene più di qualche cosa io la sappia già, il riassuntino iniziale di Wiki è molto utile e recita: “Diventato celebre alla fine degli anni novanta come fondatore e frontman dei Lùnapop, con cui ha pubblicato l’album ...Squérez? (1999) e i singoli 50 Special, Un giorno migliore, Qualcosa di grande, ha intrapreso dal 2002 una prolifica e fortunata carriera solista. Nel corso di oltre venticinque anni di attività ha consolidato uno status di autore centrale della musica pop italiana contemporanea, capace di coniugare successo commerciale e riconoscimento critico.
La sua produzione è caratterizzata da una scrittura attenta alla dimensione narrativa e cinematografica, con testi che alternano leggerezza e introspezione, e da un uso del pianoforte come strumento identitario. Lo stile fonde la tradizione cantautorale italiana degli anni 70 con sonorità pop, rock e orchestrali, dando vita a un linguaggio molto personale e riconoscibile, spesso considerato ponte tra la melodia classica italiana e le forme del pop internazionale”.
Molto utile, grazie Wiki, ma punto e a capo: da che parte lo prendo?
“Gli amici a questo servono”, recitava la vecchia canzone Aggiungi un posto a tavola, e grazie ad un amico, il caro (e giovane) Daniele Verderio, vengo a sapere che sul canale YouTube di Radio Italia (per cui Daniele lavora) c’è una video intervista curata da lui in cui Cremonini si racconta, attraverso alcune delle tracce del recente album Cremonini Live25. Ed è proprio questa video intervista che mi permette di raccontarvi un po’ di Cesare Cremonini, risultando un ottimo viatico. Traccia dopo Traccia è il nome della rubrica su YouTube, che comunque vi ho già linkato poco sopra. Nella sua casa studio il cantautore accoglie la troupe e i giornalisti con in mano il vinile del triplo album dal vivo e lo spiega nel dettaglio.
Innanzitutto possiamo subito notare una grande cura per il proprio lavoro, a partire dalla progettualità: l’album contiene molte tracce, ognuna delle quali proviene da uno stadio diverso fra quelli toccati dalla grande tournée. Sulla ricca copertina del vinile ci sono dei thumbpick di foto che si possono guardare allargandole con lo smartphone; poi si estrae il vinile e si mette sul piatto. E da qui dobbiamo andare un po’ più in fretta, perché questo mio articolo non vuole essere esaustivo, ma uno stimolo al lavoro, un propellente per andarsi a riprendere i pezzi e scandagliare questo artista, andando per temi, per aspetti trattati, per suggestioni.
Il tema del viaggio è il primo ad essere trattato. L’ultimo album in studio, Alaska Baby nasceva proprio attraverso e dopo un viaggio molto lungo, da Antigua fino all’Alaska, in solitaria, dice lui, ma non proprio, Cesare, se insieme a te c’era la troupe di Sky che poi ne ha realizzato un bel documentario. In ogni caso, il viaggio c’è stato e per Cremonini i viaggi rappresentano la possibilità di vestirsi di nuovi abiti, andare incontro a qualcosa che non si conosce e capire cosa manca a lui da raccontare, e di conseguenza anche al pubblico da ascoltare.
(Nota bene a margine, per ogni canzone citata, cliccando sul titolo andate all’originale su Youtube).
Padre madre, messa in questo live in un medley con Dicono di me è una specie di preghiera, che illustra la relazione fra la carriera dell’artista e la storia con i genitori. Preghiera ai genitori per ringraziarli e chiedergli scusa. Immediatamente dopo, la recente Ora che non ho più te mette l’accento su una delle dimensioni narrative più battute da Cremonini, quella della storia finita. E come la successiva La nuova stella di Broadway è una hit cantata da tutto lo stadio. In più La nuova stella è ormai davvero un classico, un evergreen, un piccolo film in forma di canzone, scritta con molta leggerezza ma a cui la gente si è affezionata, perché la gente ha bisogno di sognare.
Una parte consistente dell’album è dedicata al rapporto di Cremonini con Elisa, amica e collaboratrice di grande livello. Acrobati, Ragazze facili e Aurore Boreali sono tutte da ascoltare anche se qui le passo via in fretta.
Un altro grande classico è Mondo con Jovanotti, che da riferimento del Cremonini ragazzino è diventato collega, amico e collaboratore anch’egli. Gran bella canzone, uno dei pilastri del repertorio dell’artista. Altro giro di vinile ed altra collaborazione, di grande spessore – sia la canzone che la collaborazione – con San Luca e la voce di Luca Carboni. È una cosa vera – sottolinea Cremonini – la gente ha bisogno di cose vere, e questa canzone lo è. La canzone, oltre che celebrazione di uno dei luoghi più amati dai bolognesi, è un altro viaggio, ma soprattutto introspettivo, dentro pensieri e sensazioni personali. Una canzone vera, risottolinea l’artista, in sui si racconta qualcosa che si è già vissuto, senza il bisogno di confrontarti con il successo, senza pensare ad altro che raccontare quella storia. In aggiunta a questo, l’aver proposto a Carboni di cantarla insieme (penso si sappia, non solo live ma nell’originale) è un gesto di grande amicizia, visto che l’altro grande artista bolognese stava uscendo da un lungo periodo di malattia.
Insomma, questo album dal vivo può essere un bel percorso per avvicinarsi a questo sfaccettato artista, certamente multiforme ma al tempo stesso con una poetica ben precisa, definita nel corso degli anni e qui riassunta – si fa per dire, vista l’ampiezza e la profondità del lavoro. La canzone Poetica, per l’appunto e Nessuno vuole essere Robin sono altri due bei mattoni nella costruzione di questa stupenda panoramica sul repertorio e sono terzultimo e penultimo brano della playlist dell’album.
Chiude i giochi, dopo più di due ore di musica, la traccia 26 Un giorno migliore, brano storico e ritorno ai Lùnapop con cui cominciò tutto. Segno che la vena cantautorale di Cremonini era già di spessore - anche se magari pochi avrebbero scommesso su una tale evoluzione - insieme a ciò, abbraccio finale per salutare tutti. E allora “Buon viaggio, che sia un'andata o un ritorno” e buon ascolto.
Walter Muto
A cura di:
WALTER MUTO, laureato in Lettere e con i più vari studi musicali alle spalle, decide di dedicarsi prima con grande passione e poi come lavoro alla musica, in particolare a quella leggera. La sua occupazione è fare musica, parlarne e scriverne a 360 gradi. Oltre ad aver scritto diversi libri e curare una rubrica per il mensile Tracce, collabora da 35 anni agli spettacoli musicali per ragazzi della Sala Fontana di Milano, produce spettacoli insieme a Carlo Pastori e negli ultimi anni si dedica a progetti musicali per il sociale,
con una attività al Carcere di San Vittore ed una in due residenze per disabili psichici.
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